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Quando la musica diventa una sinfonia cerebrale

Foto Ansa

Un brano musicale di 33 minuti, accompagnato da interruzioni brevi come il salto della puntina di un giradischi: che cosa è il neurofeedback e come interagisce con il nostro cervello.

Un’interruzione breve come il salto della puntina sul giradischi, a cui ne segue un’altra e poi un’altra e un’altra ancora. Decine, centinaia di interruzioni che accompagnano l’ascolto di una suite composta dal Grammy Award Winner, Jeff Bova, e che rappresentano un segnale, una notifica, un feedback importante per il nostro cervello.

Quello che stiamo per raccontarvi non ha nulla a che fare con la musicoterapia, ma riguarda il concetto di musica come strumento al servizio di un metodo non invasivo e indolore, che permette di allenare il cervello per promuovere miglioramenti a livello cognitivo ed emotivo. È questa la funzione del Neurofeedback Dinamico non Lineare Neuroptimal®.

«Una session consiste nell’ascolto di un brano musicale lungo 33 minuti in una situazione di relax, con appositi sensori applicati sulla teca cranica. Questi ultimi hanno unicamente la funzione di inviare il segnale elettroencefalografico al computer che attraverso un software sviluppato dal neuroscienziato e neuropsicologo dottor Valdeane Brown Phd lo mette in relazione alla musica» spiega a Panorama.it il Dottor Francesco Lanza, pioniere del Neurofeedback dinamico non lineare in Italia.

 

«Quando si ascolta una musica melodica, il cervello si abbandona al suo scorrere e tende ad anticiparne l’andamento. Durante la sessione di NeurOptimal® l’ascolto viene disturbato ogni qualvolta il cervello entra in un’area di variabilità emergente. In questo modo, ogni volta che il cervello attua schemi disfunzionali, la musica viene sospesa per una frazione di secondo, per un istante, in tutto simile a quando salta la puntina su un 33 giri. L’interruzione disattende quindi le attese di coerenza del cervello riguardo alla musica melodica che sta ascoltando, nell’esatto momento in cui il cervello stesso entra in una zona di turbolenza, di instabilità, di cambiamento. La risposta del cervello si chiama “risposta di orientamento”. È come se il nostro cervello si chiedesse: “che cosa sta succedendo?”».

 

«L’obiettivo» prosegue Lanza «è creare una situazione di rilassamento lontana dallo stress che alimenta il malessere, inducendo il cervello a stare nel momento presente, aiutandolo a non ricadere nella ripetizione disfunzionale di schemi certamente utili nel passato, ma inutili quando non addirittura dannosi nel presente. Si riattiva la capacità di adattamento del cervello, la sua neuroplasticità. In questo modo, tutti gli elementi concorrono a ritrovare il proprio benessere psico-fisico, attraverso una tecnica di autoguarigione basata sul brain training. Neuroptimal® non interferisce con il cervello, non invia input o comandi specifici, ma segnala semplicemente al cervello stesso ciò che sta facendo» sottolinea.

 

«Esattamente come un ballerino che danza davanti agli specchi per migliorare i suoi movimenti e la sua performance complessiva, così il cervello si confronta con il suo stesso comportamento per migliorarsi, per ottimizzare le sue capacità, attivando ogni sua risorsa positiva.
In altre parole, un sistema di brain training che mette in moto un processo di trasformazione, capace di modificare in positivo l’interpretazione della realtà in cui viviamo. Ovvero di relativizzare il sintomo, qualunque esso sia. Il cervello infatti, focalizzandosi sul sintomo ne alimenta la portata oltre la soglia del reale. E così ansia, stress, insonnia, emicrania, fibromialgia, attacchi di panico, incapacità di concentrarsi, deficit cognitivi, acufeni… si dissolvono come neve al sole e si raggiungono prestazioni di picco in ambito creativo, lavorativo e sportivo. Questo strumento è quindi anche utilizzato da artisti, manager e sportivi di alto livello» sottolinea Lanza.

 

«Come psicologa e psicoterapeuta, da circa 30 anni impegnata nell’attivitá clinica, trovo in Neuroptimal uno strumento decisamente efficace, sorprendentemente semplice. La concezione della Mente sottesa a Neuroptimal è quella di un sistema dinamico non lineare, il cui funzionamento tendenzialmente fluido viene “attratto” inesorabilmente e di continuo verso le questioni traumatiche e i meccanismi protettivi messi a punto dalla mente per “cavarsela ” e sopravvivere nelle situazioni difficili. Questo andare continuo della mente verso le questioni in sospeso o mal risolte, che sono alla base delle diverse forme di disagio, psicologico e fisico,viene interrotto attraverso l’interruzione della percezione uditiva, la musica gradevole di Neuroptimal » spiega la Dott.sa Daniela Pozzi.

 

«La “consueta e ripetitiva” deriva verso i soliti modi di funzionare, di sentire, di pensare, di agire, viene interrotta, la mente trova altre vie, più funzionali, rispettose e fluide, per avere a che fare con l`ambiente, qualunque esso sia e qualunque sia la sfida, o le sfide continuamente poste dalla sorpresa che è vivere. Neuroptimal è uno strumento per me imprescindibile, nei percorsi terapeutici che attuo con le persone in cerca di un maggiore e più’ stabile ben-essere. Come disse un paziente, di professione accordatore: “Questo programma e io facciamo lo stesso mestiere , aiutiamo le persone ad accordarsi meglio con se stesse, per accordarsi meglio col resto del mondo» ribadisce Daniela Pozzi.
«NeurOptimal® è uno strumento di General Wellness e non un Medical Device» conclude Lanza. «La sua funzione, infatti, non è quella di “curare” dei sintomi specifici, ma di allenare il cervello innescando un processo di autoregolazione e di autoguarigione che gli permette di far fronte in maniera ottimale a qualsiasi situazione negativa o sintomo esso debba affrontare» conclude Lanza, citando l’inventore di questo sistema, Valdeane Brown Phd: «Be the best you, it’s time !»

 

Fonte: Panorama.it